Tartufi della maremma

Oltre le prelibatezze del territorio maremmano, abbiamo anche i suoi tartufi.

Quando viene pronunciata la parola ‘Maremma’ si pensa subito ad un buon bicchiere di vino, all’olio extravergine d’oliva, ai suoi formaggi, alla bottarga, ma ci sono altri prodotti tipici che contraddistinguono questa zona per la sua bontà e la sua generosità: parliamo dei tartufi e dei funghi a Castiglione della Pescaia.

Difatti, questa zona è sempre stata ricca di queste risorse, oltre a quelle precedentemente citate, e con grande merito la gente del posto ha saputo dare un valore a questa ricchezza territoriale instaurando una cultura attua a soddisfare il palato di tutti i turisti, e non solo, facendone un vero e proprio business, e realizzando un percorso costruttivo che possa far entrare di diritto la zona come una delle più importanti d’Italia dal punto di vista culinario, mantenendo le sue tradizioni e conservando la storia di questi magnifici posti.

Castiglione della Pescaia, e le zone limitrofe, rappresentano un valido esempio di come rendere merito alle risorse naturali del territorio, studiando e muovendosi in modo tale da garantire un futuro, e uno sviluppo delle stesse, atte ad incuriosire, e dunque ad avvicinare sempre di più turisti da ogni dove che non perdono occasione per passare un soggiorno di questo tipo.

Fotografia di classici tartufi toscani neri

Il tartufo speciale della maremma.

Tra i più importanti tipi di tartufo della zona che è possibile raccogliere troviamo il cosiddetto ‘bianchetto’, detto anche ‘marzuolo’. È possibile trovarlo nell’entroterra della provincia o tra le pinete della costa del territorio toscano. Come spesso accade, la stagione di questo particolare tartufo è cominciata alla grande, ed è stato possibile farne un buon rifornimento. Persone specializzate, e unite dalla passione comune per il tartufo, si sono riunite tanto da formarne un vero e proprio club chiamato ‘Il Club Italiano Lagotto’ che ha sede in Romagna, ma che conta la maggior parte dei suoi cercatori in Toscana, con più di settemila soci presenti.

Sempre in Toscana uno dei principali organizzatori e soci delle attività presenti in regione è Luciano Sanna, che dal canto suo alleva anche i lagotti, dei cani cosiddetti amici dei tartufai che svolgono il loro compito di indispensabile aiuto alla ricerca, e alla successiva raccolta dei tartufi. Quando è possibile viene organizzato un vero e proprio campionato italiano di ricerca di tartufi che ospita e vede partecipare diversi cercatori provenienti da ogni regione. Ed è proprio in questa occasione che, in genere, si ottengono i risultati migliori, e grazie al prezioso aiuto di questi lagotti, con i loro fedeli proprietari, che è possibile portare a casa un buon bottino, in parte destinato anche a rifornire le attività del territorio, dove ogni persona può deliziarsi con questo magnifico ingrediente, difficile da trovare.

Infatti, l’opera svolta dai tartufai non è mai semplice, in quanto ci sono dei particolari periodi da rispettare per la raccolta, e una preparazione che fa della pazienza una delle sue principali virtù. Difatti, nonostante il territorio si presti particolarmente, e sia conosciuto anche per questo, i tartufi maremmani non sono mai semplici da trovare e raccogliere, e richiedono una particolare passione che solo i veri intenditori e cercatori che fanno di questa attività uno stile di vita, riescono ad avere e a mettere in pratica.

Foto dell’interno di un tartufo nero pregiato

Dove poter gustare i tartufi maremmani.

Sono diversi i posti, le aziende, e i locali che si mettono a disposizione per far conoscere questo splendido ingrediente, e ognuno di questi applica una politica diversa in base a quello che si cerca e alle esigenze della clientela.

Sarà possibile infatti rifornirsi dei tartufi maremmani presso le aziende che ne curano la ricerca e il confezionamento. E che quindi fanno del loro interesse soltanto l’approvvigionamento e la distribuzione sia a privati che ad altre attività del tartufo, destinato dunque ad usi e consumi differenti a seconda dei casi.

Diverso, invece, è l’apporto e il modo in cui viene utilizzata questa preziosa risorsa del territorio maremmano, da parte delle attività di zona, come i ristoranti.
I primi studiano e si preparano per realizzare al meglio le ricette che portano sulla tavola, facendo molta attenzione a conservare intatte le tradizioni e i valori che contraddistinguono la storia di questa zona della Toscana.

Foto del momento della raccolta di un tartufo nero dal sottobosco

Altro genere di locali, come alcune enoteche, d’altro canto, offrono un’esperienza diversa ai propri clienti che vengono guidati in un percorso che prevede non solo di assaggiare il tartufo in modo sfizioso e interessante, ma anche accompagnando questo momento con altri prodotti tipici maremmani e in posti in cui è possibile rilassarsi e scambiare due chiacchiere in totale spensieratezza.

Dunque, il territorio dà l’opportunità di favorire di questa magnifica risorsa che ha una sua destinazione e un suo consumo differente in base a come e al modo in cui si sceglie di apprezzarla. Ecco perché gli esercenti, insieme ai cercatori, presenti in zona sono sempre alla ricerca di nuovi modi e di nuove strutture funzionali a garantire un giusto e soddisfacente modo di poter usufruire al meglio di una delle più preziose risorse nostrane come il tartufo maremmano.

Non curanti dei sacrifici e del procedimento lungo e faticoso che porta questo prodotto ad essere utilizzabile, e lavorato in modo tale da poter essere confezionato ad hoc per la clientela, le strutture e i proprietari delle attività locali svolgono un’opera particolare ormai da anni, per il soddisfacimento dei bisogni e desideri di chi passa da queste parti, consci del fatto di mantenere vivi e vegeti i valori e le tradizioni di questa magnifica terra.